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sabato 7 maggio 2011

Chi ha detto che siamo onnivori?

Penso sia ormai palese la mia devozione al sito "laverabestia.org", e come non potrei. Quello che mi riempie di gioia è notare come aumentano i membri, e più in generale come aumentiamo nel mondo! Più veg, meno morte e sofferenza. Ora vi riporto quest'analisi rilasciata dalla SSNV (società scientifica nutrizione vegetariana), che dovrebbe far riflettere sulla questione ormai ampiamente discussa che vuole l'essere umano classificato come onnivoro.

Tratto da http://laverabestia.org/:

Caratteristiche fisiologiche tra carnivori, erbivori e onnivori a confronto
Gli esseri umani genericamente sono molto spesso descritti come "onnivori". Questa classificazione e' basata sull'osservazione tangibile che normalmente si nutrono di una grande varieta' di cibi vegetali e animali.

Tuttavia, cultura, tradizione e formazione giocano come elementi di disturbo nella valutazione delle nostre pratiche alimentari. Quindi, la mera osservazione non si puo' considerare come la tecnica migliore nel cercare di identificare quale sia la dieta piu' "naturale" per l’uomo.

Per quanto la maggior parte degli esseri umani siano chiaramente onnivori dal punto di vista "comportamentale", resta da chiarire se lo siano altrettanto da un punto di vista anatomico.


Focalizzarsi sull’anatomia e fisiologia umana rappresenta il modo migliore e piu' obiettivo di affrontare la questione. I mammiferi si sono anatomicamente e fisiologicamente adattati a procurarsi e consumare un particolare tipo di cibo (e’ una pratica comune cercare di dedurre la probabile dieta delle specie estinte attraverso l’esame delle caratteristiche anatomiche dei loro resti fossili).

Quindi, dobbiamo osservare i mammiferi carnivori, erbivori ed onnivori per individuare quali caratteristiche anatomo-fisiologiche sono associate ai diversi tipi di dieta e comparare le nostre caratteristiche per vedere a quale gruppo l'essere umano dovrebbe essere catalogato realmente.

Volendo definire un metodo per verificare se gli umani sono degli onnivori naturali, la procedura dovrebbe essere questa:

  1. definire una lista di caratteristiche fisiologiche e parametri biochimici di tutte le specie naturalmente onnivore;
  2. individuare le caratteristiche comuni a tutte le specie;
  3. verificare la capacità discriminante di questa lista provando ad applicarla a specie di cui è già noto che sono onnivore, per verificare la bonta' del test e infine, se questo test risulta accurato e corretto...
  4. ... verificare se i parametri della specie uomo soddisfano questo test.
Naturalmente, questa verifica, per quanto piuttosto elementare, non è mai stata fatta, e ogni indicazione, di qualunque fonte, del fatto che gli umani siano "onnivori", riferisce solamente le tendenze culturali, e non dati oggettivi di natura fisiologica e biochimica.

Ecco dunque il confronto tra le caratteristiche dei carnivori, erbivori, onnivori (notare che nel seguito, con il termine "erbivori" si comprendono anche i "frugivori"). I dati scientifici sono tratti da "The comparative anatomy of eating" di Milton R. Mills, M.D.; pubblicato da SSNV.

Muscoli facciali
Carnivori: ridotti, per permettere un’ampia apertura della bocca
Erbivori: ben sviluppati
Onnivori: ridotti
Umani: ben sviluppati

Tipo di mandibola
Carnivori: ad angolo non ampio
Erbivori: ad angolo ampio
Onnivori: ad angolo non ampio
Umani: ad angolo ampio

Posizione dell’articolazione mandibolare
Carnivori: sullo stesso piano dei denti molari
Erbivori: al di sopra del piano dei molari
Onnivori: sullo stesso piano dei denti molari
Umani: al di sopra del piano dei molari

Movimento mandibolare
Carnivori: tranciamento; minimo movimento laterale
Erbivori: nessun tranciamento; buon movimento laterale e anteriore-posteriore
Onnivori: tranciamento; minimo movimento laterale
Umani: nessun tranciamento; buon movimento laterale e anteriore-posteriore

Principali muscoli mandibolari
Carnivori: temporali
Erbivori: massetere e pterigoideo
Onnivori: temporali
Umani: massetere e pterigoideo

Apertura bocca della bocca in rapporto alla dimensione della testa
Carnivori: grande
Erbivori: piccola
Onnivori: grande
Umani: piccola

Denti incisivi
Carnivori: corti ed acuminati
Erbivori: ampi, piatti e a forma di spada
Onnivori: corti ed acuminati
Umani: ampi, piatti e a forma di spada

Denti canini
Carnivori: lunghi, affilati e curvi
Erbivori: non taglienti e corti o lunghi (per difesa), o assenti
Onnivori: lunghi, affilati e curvi
Umani: corti e smussati

Denti molari
Carnivori: affilati, a forma di lama frastagliata
Erbivori: piatti con cuspidi, superfici complesse
Onnivori: a lame affilate e/o piatti
Umani: piatti con cuspidi nodulari

Masticazione
Carnivori: nessuna; deglutizione del cibo intero
Erbivori: necessaria una prolungata masticazione
Onnivori: deglutizione del cibo intero e/o semplice schiacciamento
Umani: necessaria una prolungata masticazione

Saliva
Carnivori: assenza di enzimi digestivi
Erbivori: enzimi digestivi per i carboidrati
Onnivori: assenza di enzimi digestivi
Umani: enzimi digestivi per i carboidrati

Tipo di stomaco
Carnivori: semplice
Erbivori: semplice o a camere multiple
Onnivori: semplice
Umani: semplice

Acidità dello stomaco
Carnivori: pH inferiore o uguale a 1 con cibo nello stomaco
Erbivori: pH 4 - 5 con cibo nello stomaco
Onnivori: pH inferiore o uguale a 1 con cibo nello stomaco
Umani: pH 4 - 5 con cibo nello stomaco

Capacità dello stomaco
Carnivori: 60% - 70% del volume totale del tratto digestivo
Erbivori: inferiore al 30% del volume totale del tratto digestivo
Onnivori: 60% - 70% del volume totale del tratto digestivo
Umani: tra il 21% e il 27% del volume totale del tratto digestivo

Lunghezza dell’intestino tenue
Carnivori: da 3 a 6 volte la lunghezza del corpo
Erbivori: da 10 a piu’ di 12 volte la lunghezza del corpo
Onnivori: da 4 a 6 volte la lunghezza del corpo
Umani: da 10 a 11 volte la lunghezza del corpo

Colon
Carnivori: semplice, corto e liscio
Erbivori: lungo, complesso, puo’ essere con anse
Onnivori: semplice, corto e liscio
Umani: lungo, con anse

Fegato
Carnivori: puo’ detossificare la vitamina A
Erbivori: non puo’ detossificare la vitamina A
Onnivori: puo’ detossificare la vitamina A
Umani: non puo’ detossificare la vitamina A

Reni
Carnivori: urine estremamente concentrate
Erbivori: urine moderatamente concentrate
Onnivori: urine estremamente concentrate
Umani: urine moderatamente concentrate

Unghie
Carnivori: artigli affilati
Erbivori: unghie piatte o zoccoli
Onnivori: artigli affilati
Umani: unghie piatte

tratto da "The Comparative Anatomy of Eating" di Milton R. Mills, M.D.; pubblicato da SSNV - Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - www.scienzavegetariana.it

lunedì 28 febbraio 2011

Perchè i vegani dicono no al latte?

Si apre un nuovo capitolo di discussione. In un post precedente ho esposto concisamente, i motivi che spingono i vegani a non mangiare uova. Direi che non risulta poi così difficile capirli, se avete guardato il video. Ora invece vi esporrò le ragioni che li tengono lontani dal latte. Le informazioni che troverete qui di seguito provengono dal sito www.vegfacile.info, che offre sostegno a tutti colori che hanno deciso, o stanno pensando di diventare vegani. Vi consiglio di dare un'occhiata. Ricordiamo che compiere tale scelta, non è mai facile, per se stessi e per le persone che ci stanno accanto. Avere dei punti di riferimento che ci guidano verso questo nuovo stile di vita può essere di grande aiuto. 

Perchè dire NO al latte.

"Molti credono che gia' con la scelta latto-ovo-vegetariana non si uccidano animali per mangiare, e che la scelta di non consumare nemmeno i loro prodotti ottenuti "senza uccidere" sia un "di piu'", magari lecito e ammirabile, ma comunque un "di piu'". Invece, non e' cosi'. Latte e uova (e anche miele) non si possono materialmente ottenere senza uccidere animali. E' per questo che chi decide di fare la scelta vegetariana per salvare gli animali, una volta informatosi meglio, si rende conto che deve fare la scelta vegan, ciascuno coi suoi tempi e modi, ma la conclusione rimane quella.
Dicono che il latte "fa bene alle ossa". Ma chi lo dice dovrebbe informarsi meglio...
Il latte è un usuraio della peggior specie, quegli usurai che vi fanno un prestito ma poi, se non gli ridate tutto con gli interessi impossibili, vi mandano picchiatori a spaccarvi le ossa.
Il latte contiene calcio, utile alle ossa, e per questo viene consigliato, ampiamente consigliato, per l'osteoporosi. Ma contiene anche proteine animali, acide, che, per essere smaltite, consumano calcio. 
Come un usuraio, il latte presta un po' di calcio, ma alla fine, ne consuma più di quello che dà. Le proteine del latte, sommate a quelle provenienti da carne e pesce, costringono l'organismo a sottrarre calcio all'osso per poter provvedere al loro smaltimento.
In generale, nelle popolazioni che consumano molto latte l'incidenza di osteoporosi è maggiore, mentre è rara nei paesi dove non si beve latte. É noto che tra gli esquimesi, che assumono oltre 2.000 mg di calcio al giorno, l'osteoporosi dilaga.
E, sempre come un usuraio, il latte alla fine, ti spezza le ossa. Vari studi, tra i quali l'Harvard Nurses' Health Study, che ha seguito clinicamente oltre 75.000 donne per dodici anni, mostrano che l'aumentato consumo di latticini è associato con un rischio di fratture più elevato.
Il latte, dunque, è si' l'alimento ideale, ma solo per il lattante, e solo il latte umano! Di seguito sono elencati alcuni problemi correlati al consumo di latte in adulti e bambini.
  • Carenza di ferro: il latte ha un bassissimo contenuto di ferro (0.2 mg/100 mg di latte), e per riuscire a raggiungere la dose di ferro raccomandata di 15 mg al giorno, un bambino dovrebbe bere 7.5 litri di latte. In aggiunta, il latte è responsabile di perdite di sangue dal tratto intestinale, che contribuiscono a ridurre i depositi di ferro dell'organismo.
  • Diabete Mellito: su 142 bambini diabetici presi in esame in uno studio, il 100% presentava nel sangue livelli elevati di un anticorpo contro una proteina del latte vaccino. Si ritiene che questi anticorpi siano gli stessi che distruggono anche le cellule pancreatiche produttrici di insulina.
  • Calcio: la verdura a foglia verde, come la cicoria, la rucola, il radicchio e la bieta, è una fonte di calcio altrettanto valida, se non addirittura migliore, del latte.
  • Contenuto di grassi: ad eccezione del latte scremato, il latte e i prodotti di sua derivazione sono ricchi di grassi saturi e colesterolo, che favoriscono l'insorgenza di arteriosclerosi.
  • Contaminanti: il latte viene frequentemente contaminato con antibiotici, ormoni della crescita, oltre che con gli erbicidi e i pesticidi veicolati dal foraggio. Inoltre i trattamenti di sterilizzazione permettono in realtà la sopravvivenza nel latte di germi, e la Direttiva Europea 92/46/CE stabilisce un limite non superiore ai 100 mila germi per mL. La stessa Direttiva ammette anche un contenuto non superiore a 400 mila per mL di "cellule somatiche", il cui nome comune è "pus".
  • Lattosio: molti soggetti di razza asiatica o africana sono incapaci di digerire lo zucchero del latte, il lattosio, con conseguenti coliche addominali, gas e diarrea. Il lattosio, poi, se viene digerito, libera il galattosio, un monosaccaride che è stato messo in relazione con il tumore dell'ovaio.
  • Allergie: il latte è uno dei maggiori responsabili di allergie alimentari: durante la sua digestione, vengono rilasciati oltre 100 antigeni (sostanze che innescano le allergie). Spesso i sintomi sono subdoli e non vengono attribuiti direttamente al consumo di latte, ma molte persone affette da asma, rinite allergica, artrite reumatoide, migliorano smettendo di assumere latticini.
  • Coliche del lattante: le proteine del latte causano coliche addominali, un problema che affligge un lattante su cinque, perché se la madre assume latticini, le proteine del latte vaccino passano nel latte materno. In 1/3 dei lattanti al seno affetti da coliche, i sintomi sono scomparsi dopo che la madre ha smesso di assumere questi cibi." www.vegfacile.info
  •  
     
Per quanto riguarda i latticini, vorrei aggiungere poi, che la maggior parte di essi, ovvero tutti quelli di origine controllata, contengono caglio animale. 
Il caglio non è altro che una parte dello stomaco dei vitellini, capretti, e agnellini, detta "abomaso", che viene macerata e utilizzata come coagulante, nella realizzazione dei latticini. Quindi a tutti i vegetariani, consiglio di acquistare formaggi e latticini in generale fatti con caglio vegetale. Su internet troverete diverse liste di marche che commercializzano prodotti del genere.

Perchè i vegani dicono no alle uova?

Buondì a tutti. Chi frequenta il mio blog, avrà dato un' occhiata alla pagina sul vegetarianismo. Tra l'altro dalle statistiche risulta essere quella più cliccata, e questo non fa che rendermi felice! Oggi però voglio andare oltre. Il mio obiettivo non è convincervi a diventare vegetariani, o ancora vegani. Semplicemente vorrei che si capissero le ragioni che spingono determinate persone a diventarlo. Vorrei esprimere la mia solidarietà, e il mio appoggio a
coloro che hanno avuto il coraggio di compiere tale scelta, che è sinonimo di estremo rispetto, nonchè di amore nei confronti dei nostri amici animali. Qualcuno li deride, qualcuno li critica, spesso si sente rispondere ad un vegano frasi del tipo: "Allora non mangi nulla!?","Ti cibi solo di erba!?". Qualcuno si sente in diritto di giudicare, senza guardare al di la del proprio naso (o dato che siamo in tema, al di la della sua fettina di carne), cosa succede, affinchè  tutto arrivi bello e pronto nelle nostre case. Ebbene io ammiro immensamente vegetariani, e soprattutto vegani, che hanno scelto di sacrificare il gusto e il piacere di certe cose, per una più alta e giusta causa: la vita. Oggi vi mostrerò attraverso il video sottostante, perchè i vegani dicono no alle uova. Dietro ogni uovo, c'è inevitabilmente la morte di un pulcino maschio, e lo sfruttamento di migliaia di femmine. Ma guardate il video, sarà molto più esplicativo delle mie parole.